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TIPOLOGIE DI INTERVENTO
Milano - 1999    
  MODALITA' OPERATIVA
  OPERE IN PIETRA
  OPERE IN RAME E
        LEGHE DI RAME
  DIPINTI MURALI E
        INTONACI
  OPERE IN STUCCO
RC Restauro Conservativo
P.zza Manzoni, 3
21052
Busto Arsizio (VA)
Tel./Fax 0331.628529
Cell. 335.254626
Email: info@rcrestauro.it
Arco Galleria Vittorio Emanuele II lato P.zza Scala

Per quanto concerne l'intervento di restauro conservativo delle superfici lapidee dell'Arco la metodologia d'intervento si è articolata nelle seguenti fasi: preconsolidamento, pulitura, sigillatura-stuccatura, consolidamento e protezione finale.

Le zone ammalorate ed in particolare quelle parti caratterizzate da materiale decoeso e/o disgregato sono state preconsolidate con velinature e impregnazione di silicato d'etile (RC 70 Rhone-Poulenc) per evitare ulteriore perdita di materiale o danneggiamenti durante le operazioni di pulitura.

La pulitura è stata eseguita sia a secco sia con acqua ed impacchi. Tutto il paramento è stato pulito a secco con l'impiego di pennelli, spugne naturali ed aspiratori, in modo da eliminare i depositi polverulenti incoerenti.Le superfici sono state poi trattate con due cicli d'acqua atomizzata a bassa pressione alternata all'applicazione di compresse in soluzione di sali inorganici. Sulle superfici coperte da depositi di polvere e guano tenacemente aderenti si sono effettuati trattamenti con impacchi controllati di carbonato d'ammonio in soluzione di gel di silice; sulle superfici con presenza d'attacchi biologici si è effettuato un trattamento d'applicazione di biocida con diluizione al 2%. I basamenti di granito imbrattati di scritte e ridipinti in lavabile grigio, sono stati trattati con solventi organici in modo da eliminare i vari strati di pittura. Dopo ogni trattamento di pulitura le superfici sono state trattate con cicli di risciacqui con acqua deionizzata in modo da asportare tutti i residui.

Terminata la fase di pulitura è stato eseguito un controllo statico degli elementi agettanti e delle mensole; le parti che hanno presentato perdita d'adesione alla superficie portante sono state fissate con iniezioni di resina epossidica e sigillate in superficie malta per evitare la possibilità di viraggio del colore della resina. I frammenti di stucco o di terrecotte in via di distacco sono stati incollati al supporto e gli elementi di maggiore dimensione sono stati fissati con perni in teflon e acciaio inox.

Le sigillature e le stuccature sono state eseguite impiegando materiale di tipologia simile al litoide esistente con l'impiego di polveri di pietra e calce accesa Lafarge priva di sali idrosolubili. Le sigillature sono state eseguite scrupolosamente anche sulle fessure più piccole mediante iniezioni di malta liquida.

I pannelli con intonaci graffiti sono stati trattati con un'azione combinata di pulitura-consolidamento, in quelle zone caratterizzate da fenomeni di polverizzazione e dalla presenza d'efflorescenze saline causa di decoesione tra gli strati d'intonaco. Le parti d'intonaco sollevate o in fase di distacco sono state consolidate tramite iniezioni di malta d'aggrappaggio previo inumidimento uniforme degli strati con iniezioni d'acqua e alcool per eliminare i detriti e la polvere nelle sacche. Le iniezioni sono state eseguite con emulsione acrilica Primal AC33. Le iniezioni sono state fatte con una malta a base di grassello di calce e cocciopesto setacciato fine con l'aggiunta di Primal. Dopo le iniezioni si è mantenuto sotto pressione controllata la superficie per almeno 48 ore, ottenendo così la riadesione della porzione d'intonaco.

Il fissaggio preventivo dei pigmenti deboli è stato effettuato con velinature di carta giapponese, incollata con soluzione acquosa ed alcool polivinilico.Le parti d'intonaco caratterizzate da fenomeni d'efflorescenza salina sono state desalinizzati mediante impacchi di polpa di carta imbibita d'acqua distillata. La pulitura dei depositi di particellato è stata eseguita con impacchi di carbonato d'ammonio e polpa di carta e risciacqui con acqua deionizzata. Le parti completamente decoesionate, soprattutto le cornici in stucco dei graffiti, sono state riproposte con un impasto uguale a quello in opera; le lacune delle decorazioni sono state risarcite con la tecnica tradizionale con stesura di due strati d'intonaco. Le zone integrate sono state omogeneizzate a quelle in opera mediante velatura con colori disciolti in acqua di calce.

Il trattamento del metallo dei capitelli, ghisa, è stato eseguito a secco previa spazzolatura e rimozione meccanica delle polveri con pennelli ed aspiratori. Successivamente si è eseguito il trattamento fosfatante, con la stesura di Paraloid a pennello in modo da fermare il processo di deterioramento dovuto agli attacchi della ruggine. Le ricostruzioni modellate sono state eseguite con resina poliestere bicomponente termoindurente. Infine i capitelli sono stati protetti con una stesura a spruzzo e pennello di Paraloid, con funzione protettiva. Come ulteriore protezione e per riproporre l'effetto cromatico originale, è stato steso un doppio strato di prodotto ferromicaceo.

L'intervento si è concluso con il consolidamento lapideo localizzato solo sulle parti più degradate con l'impiego di resina a base d'etil-silicato RC70 Rhone- Poulenc.
Tutte le superfici trattate sono state infine protette con applicazione di resina idrorepellente Silirain 50 Rhone-Poulenc a base siliconica, applicata a spruzzo.


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