Arco di Trionfo a Vittorio Emanuele II
Il restauro si è articolato nelle seguenti fasi: preconsolidamento, pulitura, sigillatura, protezione finale.
Il preconsolidamento delle parti maggiormente degradate è stato eseguito con resina a base di etil silicato ed è servito per ricostituire la coesione dei cristalli, senza impartire idrorepellenza alla superficie e permettendo di eseguire poi la pulitura con soluzioni acquose.
Dopo la polimerizzazione della resina impiegata si è proceduto con la pulitura con diverse tecniche a secondo dei livelli di degrado. Le superfici dilavate sono state pulite con acqua atomizzata, regolando la pressione e la distanza degli ugelli in modo da disciogliere i depositi polverulenti, senza attaccare la superficie. Le parti liscie, coperte da croste nere particolarmente spesse su una superficie lapidea in buone condizioni, sono state pulite mediante microsabbiatura di precisione. Le superfici caratterizzate da complessi elementi decorativi, quali le cornici ed i capitelli, ove sono stati individuati fenomeni di solfatazione o avanzata decoesione cristallina sono state pulite con l'applicazione di impacchi di polpa di carta imbibita di una soluzione di ammonio carbonato in acqua distillata e aggiunta di biocida Neodesogen.
Terminata la pulitura si è proceduto ad un accurato controllo delle sigillature dei giunti ed al rifacimento di quelle deteriorate. Le
sigillature sono state eseguite con malta a base di calce Lafarge e polvere di marmo: questo composto è caratterizzato da irrilevante rilascio di sali solubili e da durezza, porosità e dilatazione termica affini a quelle del materiale lapideo. Si è inoltre eseguito un accurato controllo
statico degli elementi aggettanti e delle mensole; ove necessario sono stati inseriti perni in teflon e in acciaio inox.
Le parti che hanno subito fenomeni di solfatazione o decoesione cristallina sono state
consolidate con resina siliconica RC 80 Rhone-Poulenc. L'intervento è stato completato con l'applicazione a spray di idrorepellente a base siliconica Silirain 50.
L'intervento sui lacunari in stucco ha previsto il preconsolidamento con resina di etil silicato RC 70. La pulitura è stata effettuata con applicazione di impacchi di polpa di carta, imbibita di una soluzione di ammonio bicarbonato in acqua distillata, con aggiunta di Neodesogen. I tempi di applicazione non hanno superato i 10-15 minuti, per evitare il dilavamento del legante dello stucco. Le parti decoesionate sono state ricostruite con stucco della stessa composizione dell'originale e per ripristinare il colore originale è stata eseguito un ritocco pittorico superficiale.
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